Perchè Judo

UN SUPPORTO EDUCATIVO

All’inizio di un nuovo anno scolastico i genitori si pongono sovente dei quesiti concernenti le attività dei ragazzi nel tempo libero. Queste attività, oltre che piacere ai ragazzi, devono rispondere a dei criteri precisi in funzione dei desideri famigliari. Desideri che sovente si orientano in funzione dell’organizzazione offerta, dell’apporto pedagogico interessante e funzionale, nonché della sensazione di benessere generale del ragazzo e del suo corretto sviluppo. Il JUDO nel suo aspetto strutturale primario è un metodo di educazione fisica, mentale e morale che si basa su valori comuni a tutta la Società. Anche se il Judo non è la sola disciplina che risponde ai numerosi criteri che determinano la scelta di un’attività per i propri figli, esso offre tuttavia una ricchezza di insegnamenti raramente riscontrata.

Creato verso la fine del secolo scorso, in un momento di grandi fermenti educativi (il movimento Scout, l’Esperanto, il movimento Olimpico), il JUDO doveva essere, secondo il pensiero del suo fondatore Prof. Jigoro KANO, un contributo a questa ricerca. Sintesi delle scuole guerriere dell’antico Giappone (JU JUTSU e BUSHIDO), ha come scopo primario di sviluppare armoniosamente il corpo e lo spirito attraverso la pratica regolare di un’attività che lega insieme riflessioni e impegno fisico.

Ai nostri giorni, il JUDO resta ancora ciò che fu inizialmente, l’apprendimento di un metodo educativo. I moderni ed evoluti studi sulla pedagogia e psicologia hanno interessato anche gli insegnanti di JUDO, ma l’adattamento è avvenuto senza per questo snaturarne le origini.

PERCHE’ IL JUDO ?

Il gioco della lotta è una forma di espressione spontanea nel bambino, esso fa parte integrante della sua vita. Al tempo stesso, se la troppa energia impiegata in questa attività non trova una canalizzazione, la lotta amichevole può degenerare in combattimento e generare violenza. Ispirandosi a questo bisogno di “LOTTARE GIOCANDO” o di “GIOCARE A LOTTARE”, comune tanto ai bambini che alle bambine, l’insegnante di JUDO elabora un programma basato su questo fascino della “LOTTA SENZA RISCHI”. In un quadro strutturato, dove delle regole precise e chiare basate sul rispetto degli altri e di se stessi, consentono l’applicazione di forme di lotta elaborata e non violenta, offrono anche ai bambini e ai ragazzi un dialogo elementare di movimento e dialogo sociale: RESISTERE e LASCIAR PRENDERE, RESTARE IN PIEDI e CADERE, PRENDERE e LIBERARSI.

Il JUDO è anche l’AVVENTURA! Una delle attrattive principali del JUDO è di potersi imporre, ma altresì di essere battuti nel contesto di un confronto nel quale l’abilità del corpo gioca il ruolo principale. Questa utilizzazione del corpo e la scoperta delle correnti di energia che vi circolano permette ai ragazzi una presa di coscienza della loro “FORZA”, questa resta un’esperienza indimenticabile la cui memoria rimane nel tempo.

Il JUDO è ugualmente all’origine di uno scambio di FIDUCIA!

Seryoku Zenyo - il miglior impiego dell'energia

Seryoku Zenyo – il miglior impiego dell’energia

Jita Kyoei - tutti insieme per progredire

Jita Kyoei – tutti insieme per progredire

Si può iniziare a praticare JUDO solo con delle persone disposte a impegnarsi per il bene comune e capaci di farlo. Non a caso le due massime che il Prof. KANO ha post o a fondamento, recitano: TUTTI INSIEME PER PROGREDIRE col MIGLIORE IMPIEGO DELL’ENERGIA.

Ciascun ragazzo deve dare qualcosa al suo compagno per poter progredire. L’esperienza della fiducia data e ricevuta praticando JUDO, è unica nel suo genere e permette al ragazzo di sviluppare una sana idea delle sue relazioni con gli altri. Questo aspetto della fiducia si ritrova nella relazione con l’Insegnante il quale è “NELL’AZIONE” in ogni istante. Partecipando a ciascun esercizio gli Insegnanti “DIMOSTRANO”, si lasciano “PROIETTARE” e si impegnano, occasionalmente, in INCONTRI di studio. Questa dualità con l’adulto, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, permette al ragazzo di formarsi una personalità forte e unica senza alterare la freschezza infantile.

Sotto un aspetto più tecnico, rimane il fatto che il JUDO è una disciplina di lunga pratica e che i risultati di una progressione didattica possono talvolta sembrare lunghi. Per prendere forma , lo sviluppo del JUDOKA deve appoggiarsi su una base essenziale: la possibilità di scoprire e di vivere “QUI” e “ADESSO” le esperienze specifiche e il fascino di questa pratica. Per ottenere questo effetto è utile che la tecnica insegnata sia basata su un solo obiettivo alla volta, ma con un massimo di possibilità di realizzarlo. La realizzazione dell’obiettivo pone il ragazzo in una condizione di fiducia nel suo potenziale e aumenta la sua stima personale. Come regola generale lo studio delle nuove tecniche, si collega a quelle che il ragazzo già conosce, ciò gli consente di essere in una condizione favorevole e di vedere i suoi progressi, prendere forma. Questo metodo d’insegnamento gli permette ugualmente di rimettere in discussione ciò che ha già acquisito col risultato di consentirgli una visione obiettiva del suo impegno e della sua personalità.

Il JUDO visto da questa angolazione è dunque molto più che uno sport, è e resterà una SCUOLA DI VITA, nella quale il ragazzo imparerà a scoprirsi e misurarsi con se stesso, con gli altri ragazzi e con gli adulti.

Pino TESINI
C.N. 7° DAN

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